Era il più piccino tra gli spazzacamini di Londra; viaggiava di tetto in tetto con il suo spazzolone ed il suo fare un po’ goffo. Aveva una grande giacca blu adornata da altrettanto grandi bottoni gialli.. gialli come la sua sciarpa indispensabile, insieme al grande cappello a cilindro, a proteggersi dal forte vento che quasi sempre sferzava i comignoli di quella grande città.

Un giorno come tanti si trovava su uno di quei comignoli che non era più nero di tanti altri che aveva già pulito, finì il suo lavoro davvero molto in fretta e dato che sembrava non esserci nessuno in casa quella mattina pensò di andare a curiosare un pochino.. amava curiosare nelle case quando aveva un po’ più di tempo a disposizione. Una gran bella casetta, colorata e piena di luce, i biscotti nella credenza, un micio acciambellato su una sedia, tutto sembrava essere perfetto eppure una strana sensazione lo pervadeva ogni passo di più.

Da una stanza non lontana un singhiozzio. “C’è nessuno?” chiese titubante “Chi sta piangendo?” non ottenne però alcuna risposta. Forse sarebbe stato meglio fuggire via ma no, lui no, cuore in mano pensò di proseguire, si avvicinò alla porta, la aprì e.. nella stanza c’era solo un bimbo piccolo quasi quanto lui che si disperava seduto sul suo lettino. “Perchè stai piangendo?” chiese rincuorato dal non aver trovato nulla di terrorizzante ma il bambino non rispose. Non poteva certo lasciarlo lì solo a piangere, non era proprio nel suo carattere e la sua curiosità gli imponeva di saperne di più, allora pensò ad una delle sue più buffe cadute e cercò di replicarla in modo che sembrasse ancora più divertente. Riuscì nell’impresa, dapprima un sorriso e poi il bimbo si mise a ridere davvero di gusto ma.. il piccolo spazzacamino trasalì.

Ecco perchè piangeva, i dentini di quel bambino erano più neri del camino più nero che aveva mai visto, non potevano sorridere e senza poter sorridere come poteva quel bimbo essere felice?. Non ci pensò su due volte, doveva pulirli! Ma non poteva usare il suo vecchio spazzolone per comignoli così corse in lungo e in largo per tutta la casa alla ricerca di qualcosa di più adatto, trovò in una stanza vicina un piccolo spazzolino bianco e argento.. lo prese con se. Quel mattino, in quella casetta colorata, accadde una magia.

Era come se una miriade di stelline color argento avvolgessero il piccolo spazzacamino mentre agitava lo spazzolino avanti e indietro neanche fosse un pennello su una bianca tela per pulire ogni singolo dentino a quel bambino. Il suo sorriso tornava ogni secondo gioioso tanto che d’un tratto le sue prime parole “Posso sorridere di nuovo, grazie, ma tu come ti chiami?” chiese il bambino rasserenato al piccolo spazzacamino, lui imbarazzato iniziò a tingere le guance d’un rosso acceso, sembrava smarrito quando però alzando lo sguardo vide quale meravigliosa magia aveva potuto fare grazie a quello spazzolino non ebbe dubbi “Io? Io mi chiamo Spazzadentino!” poi toccò un piccolo foglio di carta con una mano e ne comparvero meravigliosi disegni “Tieni questo è per te, ci sono gli ingredienti perchè tu possa realizzare la stessa magia che io ho realizzato sui tuoi dentini ^^” e aggiunse “Se mai avessi ancora bisogno di me allora disegna un cuore su un foglio di carta, pronuncia il mio nome ed io sarò da te!” ed in un attimo scomparve lasciando un sorriso felice dove aveva trovato solo tristezza. Da quel giorno non smise più di correre di casa in casa ma non più per pulire comignoli anneriti ma i dentini di milioni di bambini. Da quel giorno diventò Spazzadentino.

Sulla sua giacca cucì un cuore rosso in grado di illuminarsi quando un bambino, ovunque nel mondo, disegna un cuore su un foglio di carta e poi pronuncia il suo nome.